In molti ci chiedevamo come fosse possibile autorizzare la trasferta dei napoletani a Roma, visti i pessimi rapporti stratificati nel tempo tra le due tifoserie. Numerosi sono stati, nel corso della settimana, gli inviti a raggiungere la Capitale con il treno. Era la scelta più ovvia per trasferire 3000 persone, provare a tenerli a bada ma anche evitare imboscate dei tifosi romanisti che, certo, non sono novelli seminaristi. Perché non c'era bisogno della morte di Gabbo DJ per capire che la guerriglia domenicale si fosse trasferita dalle stazioni ferroviarie a quelle di rifornimento lungo le autostrade.
Meglio in treno, dunque. Purché, qualcuno provasse a regolamentare quel flusso, quella marea di persone. E, invece, ieri sera, proprio quando ti aspettavi l'annuncio di un treno speciale, è arrivato il freddo comunicato di Trenitalia: «Invitiamo tutti coloro che vogliono recarsi a Roma per assistere alla prima giornata di campionato a privilegiare altri mezzi di trasporto, in quanto è prevista una scarsa disponibilità di posti sui treni che viaggiano da sud verso nord per il rientro dalle ferie estive».
Quello che è successo alla stazione di Napoli stamattina, in treno e a Roma poi, è assolutamente deprecabile. Sappiamo bene quali figuri si mescolino alle migliaia di persone che con passione seguono il Napoli tutte le domeniche. Ma non lo si può raccontare semplicisticamente come il domenicale sfogo dei soliti noti della curva, tralasciando le precise responsabilità di chi dovesse far sì che tutto filasse liscio. Con il clima che si respira da anni negli stadi italiani, con i precedenti tra i tifosi di Napoli e Roma, con la decisione - ancora incomprensibile - di permettere la trasferta ai supporter napoletani, era doveroso evitare ogni possibie focolaio di tensione. Se ciò non era possibile (e nun c'era bisogno d' 'a zingara), non ha avuto senso autorizzare la presenza di tifosi napoletani all'Olimpico. A meno che, qualcuno non avesse intenzione di esasperare ancora di più gli animi e far ricadere le responsabilità su Napoli, i suoi tifosi, la sua società che - grazie a Dio - a Roma ha dato spettacolo.