L'arca del Minollo

   Non lasceremo a terra nessuno...

 

Mi presento: sono il Minollo. Proprio così, il Minollo. Molti lo ricorderanno, ad altri gliene avranno parlato: un animale inventato da Troisi per poter salire sull'Arca di Noè e scampare al diluvio universale. Nessuno immaginava che, nonostante tutto, mi sarei salvato. E ora sono qua, sul pianeta Splinder, a prendermi la rivincita con l'arca del Minollo. Un viaggio in cui non sarò solo...

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domenica, 13 gennaio 2008

Fiction su Craxi: SCRIVILA TU

by Minollo

La chiede il piccolo Bobo che sostiene: «La Rai ha il compito di pensare a uno sceneggiato, a un film, a una docu-fiction che racconti la storia di mio padre». L'idea in realtà non è sua ma di Pierluigi «unanepensaunanefa» Diaco. Sul suo diario on-line, un blob più che un blog, sul quale ha pubblicato un'intervista a Craxi jr, Piggi Diaco invita a "bombardare di lettere, telefonate ed email la segreteria di Rai Fiction per sostenere l’idea di uno sceneggiato-tv sulla storia di Bettino Craxi": che cos'è il genio! Incalzato dall'enfant prodige del giornalismo europeo, Bobo Craxi ha aggiunto: «Mi pare evidente che insieme ad Aldo Moro, Bettino Craxi è stata sicuramente la figura più alta e più tragica dell'Italia del dopoguerra. Hanno fatto sceneggiati Rai su figure anche più banali di mio padre, mi auguro che RaiFiction accolga questo mio invito».
Francamente, come dargli torto, se dalla inchiesta della Procura di Napoli su Saccà e soci abbiamo appreso che Umberto Bossi premeva per uno sceneggiato su Federico II e faceva pressioni sul "povero" Silvio Berlusconi, che ad Incantesimo è stata addirittura dedicata una seduta della commissione parlamentare di vigilanza sulla RAI grazie all'attivismo di Willer Bordon interessato a piazzare la moglièra (leggere Marco Lillo sull'Espresso di questa settimana). Persino il buon Claudio Velardi - uno degli ex D'Alema boys di cui Marco Travaglio diceva "C'è gente entrata a Palazzo Chigi con le pezze al culo che s'è fatta i miliardi - persino lui ha fatto la sua buona fiction RAI, Raccontami con Massimo Ghini, pagata profumatamente: 12 milioni di euro da viale Mazzini alla sua Paypermoon per 13 puntate. Un vizietto trasversale, questo delle fiction, che comprende la signora Gabriella Buontempo, moglie del parlamentare di AN, Italo Bocchino, e la sua Goodtime, ma anche Edwige Fenech, a lungo compagna di Luca Cordero di Montezemolo che con Saccà e soci era interessato a dar vita alla "Pegasus", consorzio di produttori TV.
Beh! Ha ragione Bobo: la fiction su Craxi s'adda fare. E si farà, se è vero come è vero, che il buon Diaco ha già fatto schierare l'UDEUR e AN, con Mauro Fabris e Ignazio La Russa. Già, l'Udeur, il partito-famiglia del Ministro Clemente Mastella che ha bloccato la fiction «Una vita rubata» sulla figura di Graziella Campagna, la diciassettenne uccisa da Cosa Nostra.
Sì, la fiction su Craxi si farà. Magari a produrla sarà proprio Velardi e il protagonista sarà Luca Zingaretti, fratello di Nicola, segretario regionale del PD nel Lazio. Ci saranno Massimo Ghini e Luca Barbareschi, Lando Buzzanca e Sabrina Ferilli. Per accelerare i tempi possiamo iniziare a raccogliere qui spunti per la sceneggiatura. Fatevi avanti.

E adesso la pubblicità...

PS fiction: Stasera Canale 5 trasmetterà la prima delle due puntate, prodotte dalla Taodue, dedicate a lu zu' Binnu, Bernardo Provenzano, dopo il successo de "Il Capo dei Capi". Tante le polemiche seguite a quella scelta. Al Minollo, invece, è molto piaciuta: di mafia, di camorra e di tutta la criminalità organizzata più se ne parla e meglio è. Non condivido i timori di chi ha parlato di esaltazione della figura di Riina, perché nell'arco delle 6 puntate emerge in tutta la sua bestialità. Eppoi, sentire quel "Ci mandano Falcone e Borsellino" del Capitano Ultimo è sempre toccante.
Un dubbio, però, mi accompagna da settimane: perché la TV di Berlusconi ha dedicato due fiction a Cosa Nostra? La risposta che mi sono data è: per far passare il messaggio di verginità mafiosa del Cavaliere. Il limite del Capo dei Capi sta tutto lì: nell'assenza dalla scena della storia milanese di Cosa Nostra, degli affari che Liggio e Riina hanno fatto all'ombra della Madunnina, di Dell'Utri e Mangano. Ecco: il limite vero del Capo dei Capi, l'errore storico voluto e cercato, è relegare Cosa Nostra nei confini siciliani con connivenze romane. La Mafia si ferma a Palermo è il messaggio che passa: a Milano la chiamano impresa.

Aggiornamento
Ho pensato: "...tanto la faranno!". Presto si schiereranno a favore anche Ferrara, D'Alema, Veltroni e Berlusconi. Tanto vale contribuire noi alla sceneggiatura, cercando di fare in modo che la raccontino davvero tutta la storia non com'è stato con Riina. Attendo fiducioso i vostri contribuiti

 

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